FELICE ANCHE COSI’

Non si può essere infelici per sempre. Accade che quando tutto gira storto c’è sempre una forza dentro di noi che ci rende ostinati e volitivi, come quando ci si trova in mezzo al mare e si cerca una zattera, o anche solo un pezzo di legno, per restare aggrappati alla vita.

A parte i gesti supremi in cui ci si lascia andare completamente, la metafora dell’annegamento è quanto più di appropriato ci possa essere per spiegare l’energia vitale che alberga in qualche parte di noi e che viene fuori in maniera prorompente quando tutto sembra irrimediabilmente perduto.

Qualcuno di voi ricorderà la notizia di qualche mese fa secondo la quale due perle di saggezza di Albert Einstein lasciate a mo’ di mancia a un corriere di Tokyo, sono state battute all'asta di Gerusalemme per la cifra record di oltre un milione e mezzo di euro.

Il grande scienziato tedesco, all'indomani del suo premio Nobel per la Fisica (si era nel 1921), aveva coniato sulla carta intestata dell’albergo dove alloggiava queste parole:

"Una vita calma e modesta porta più felicità della ricerca del successo abbinata a una costante irrequietezza.” (Frase venduta a 1,3 milioni di euro).

Quando c'è una volontà, esiste una via.” (Venduta a 203 mila euro).

A parte lo scalpore per l’abnorme valore monetario di questi (pur) pregevoli aforismi, c’è una verità semplice che li racchiude e che non può essere sbrigativamente declinata nel motto ovvio e scontato del sapersi accontentare di quello che si ha. Forse la seconda “chicca” più che la prima (che peraltro “vale” anche meno) è quella più vicina alla ricetta della felicità. 

C’è sempre una strada alternativa che possiamo imboccare se quella che stiamo percorrendo ci va stretta e non ci piace. Basta solo che lo vogliamo senza piangerci troppo addosso, perché a nessuno interessa le nostre disgrazie o le nostre lamentele che suscitano più fastidio che comprensione.

E’ il patto di fiducia con se stessi la cura migliore per superare qualsiasi traversia, per scrollarsi di dosso le cose e le persone inutili, quelle che abbiamo incrociato sfortunatamente nel nostro cammino e che ci hanno procurato solo dolore, sofferenza, solitudine.

Ed allora si può essere felici anche così, a condizione che quello che si ha sia il frutto di una scelta libera e incondizionata, avulsa da schemi precostituiti che ci impongono di stare con chi non vogliamo o di comportarci per il solo piacere altrui.

La metafora del naufrago che si aggrappa a qualsiasi cosa pur di non sprofondare negli abissi dell’indifferenza altro non è che la forza divina della vita: per gli animali è  istinto di sopravvivenza, per gli uomini amore supremo per se stessi.

Felice anche così, dunque, con gli occhi spalancati sul mare come il ragazzo della foto. 

Meglio in bianco e nero perché i colori sono nell'anima.

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